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Tre gol a partita: non sono migliorati gli attaccanti, sono crollate le difese

Portiere a terra dopo un gol mentre gli attaccanti esultano e i difensori restano delusi in campo

Ultimo aggiornamento: 2 novembre 2026. La decima giornata non è ancora completa: mancano Sassuolo-Fiorentina e Atalanta-Parma.

Un numero, prima di qualsiasi ragionamento. Il Monza ha subito ventiquattro gol in dieci giornate. La Juventus del 2017/18 ne subì ventiquattro in trentotto.

Stesso campionato, stesso numero di reti, un terzo del tempo. Quando una statistica si comporta così non racconta una squadra scarsa, racconta un calcio diverso.

E infatti la Serie A sta segnando come non le capitava da anni.

In breve

  • Media gol 2026/27: 3,16 a partita, contro i 2,28 della stagione scorsa allo stesso punto.
  • Nelle prime otto giornate 59 gol in più dell’anno passato.
  • Miglior difesa: Lazio e Como a 8 gol subiti in dieci partite.
  • Peggiore: Monza a 24. Poi Venezia 20, Torino 16, Frosinone 14.
  • La Juventus degli scudetti chiudeva le stagioni fra 20 e 27 gol subiti.

La media gol della Serie A 26/27, in numeri

Chi cerca la media gol della Serie A 26/27 trova un numero secco sulle schede statistiche. Il numero è 3,16 gol a partita, con 284 reti, secondo i dati raccolti da FootyStats. Vale la pena guardarlo in movimento, perché è lì che diventa interessante.

Dopo cinque giornate il campionato era a 145 gol, cioè 2,90 a partita, e si era aperto senza nemmeno un 0-0: una media già fra le più alte degli ultimi vent’anni, dietro soltanto a 2016/17, 2019/20 e 2020/21, come rilevato in questa analisi dei primi turni. Dopo otto giornate i gol erano 241 e la media era salita a 3,01, mentre nello stesso punto della stagione precedente si viaggiava a 2,28. Sono 59 gol in più, come conta Libero.

Tre quarti di gol in più a partita, da un anno all’altro, su tutto il campionato. Tenete a mente questa cifra, perché è il cuore della questione: non è una variazione, è un cambio di regime.

I risultati della decima giornata, in breve

Qui non si fa cronaca, ma i risultati servono come materiale di prova. Queste sono le otto partite già giocate, secondo i riepiloghi di giornata.

Partita Risultato
Milan-Inter 3-1
Udinese-Roma 2-5
Juventus-Napoli 2-0
Lazio-Cagliari 2-1
Bologna-Monza 2-1
Lecce-Genoa 1-2
Frosinone-Torino 2-0
Como-Venezia 1-0

Sommando, fanno venticinque gol in otto partite, cioè 3,13 a partita. È una somma aritmetica dei risultati, non un dato di fonte, e la giornata si chiude stasera con Sassuolo-Fiorentina e Atalanta-Parma.

Due cose vale la pena notarle. Il derby di Milano è finito 3-1 con tre gol nei primi ventidue minuti, firmati Pulisic, Rabiot e Bastoni, e il quarto di Moreira al 43′. E la Roma ha vinto 5-2 in trasferta, che è un risultato da campionato spagnolo di quindici anni fa, non da Serie A.

L’unica partita a secco è Como-Venezia, decisa da un rigore. Un solo clean sheet reciproco su otto gare.

Le difese di oggi, con la moltiplicazione che fa paura

Prendiamo i gol subiti dopo dieci giornate e moltiplichiamoli per 3,8 per arrivare a trentotto. Non è una previsione, è una moltiplicazione, e serve solo a mettere i numeri sulla stessa scala di quelli storici.

Squadra Gol subiti in 10 Proiezione su 38
Lazio 8 30,4
Como 8 30,4
Roma 10 38
Juventus 10 38
Frosinone 14 53,2
Torino 16 60,8
Venezia 20 76
Monza 24 91,2

Il dato che conta non è il Monza, che è l’eccezione. È la prima riga. La miglior difesa della Serie A, oggi, viaggia a trenta gol subiti a stagione. Non la decima, non una squadra di metà classifica: la migliore.

I dati della Juventus, 13 gol fatti e 10 subiti con 17 punti, sono quelli riportati dalle classifiche di Sky Sport e del Corriere dello Sport. Su questo punto alcune tabelle divergono, quindi vanno presi come dato attribuito e non come verità assoluta.

La Juve dei nove scudetti: i numeri veri

Ed eccoci al confronto. Questi sono i gol subiti in campionato dalla Juventus negli anni in cui vinceva tutto.

Stagione Gol subiti in 38 giornate
2013/14 23
2014/15 24
2015/16 20
2016/17 27
2017/18 24

Una precisazione sul 2015/16, perché il numero circola spesso sbagliato: quella Juventus subì venti gol, non ventisette. Sono il record per la Serie A a venti squadre, condiviso con il 2011/12 dell’anno da imbattuti, e comprendono appena sei reti incassate in casa, come la società stessa ricorda nel riepilogo dei suoi anni di record. Il 2014/15 chiuse a ventiquattro su trentotto partite secondo le statistiche di stagione, e il 2017/18 fu di nuovo miglior difesa con ventiquattro, davanti a Roma 28 e Napoli 29, come riportato nel bilancio di quel campionato.

Media di quelle cinque stagioni: 23,6 gol subiti, cioè 0,62 a partita.

La miglior difesa del 2026/27 è a 0,80. Significa che Lazio e Como, le due squadre più solide d’Italia a inizio novembre, prendono gol con una frequenza superiore di circa un terzo a quella che era lo standard per vincere lo scudetto dieci anni fa. E la Juventus di oggi, che con dieci gol subiti in dieci partite ha una delle difese migliori del campionato, è comunque a 1,0 a partita: il cinquanta per cento in più della Juventus del 2015/16.

Non è un giudizio, è una divisione.

Allora: attaccanti migliorati o difese crollate?

La risposta onesta comincia ammettendo che la prima ipotesi non è a zero. Il capocannoniere, Gustavo Varela del Monza, è a nove gol in dieci giornate, con Malen della Roma e Raimondo del Frosinone a otto, secondo la classifica marcatori. Nove gol a inizio novembre è un ritmo alto, non ordinario. Qualcosa, davanti, sta funzionando.

Ma la matematica non torna, e il motivo è semplice. Tre quarti di gol in più a partita su tutto il campionato significano circa duecentoottanta reti in più in una stagione intera. Nessun gruppo di attaccanti produce un salto così: per spostare un’intera distribuzione servono cause di sistema, non quattro piedi buoni.

Guardate dove sono i gol. Il capocannoniere gioca nel Monza, che è la peggiore difesa del torneo e staziona in fondo. Il secondo e il terzo giocano nella Roma e nel Frosinone. Dei nove gol di Varela, due sono su rigore e tre di testa: i rigori sono falli, i colpi di testa sono marcature mancate. Non è una collezione di invenzioni balistiche, è un inventario di errori altrui.

Quando i gol si concentrano in pochi fenomeni, è l’attacco che è migliorato. Quando si spargono su venti squadre, compresi gli ultimi in classifica, è la difesa che ha ceduto. Oggi siamo nel secondo caso, e lo dice la forma della classifica marcatori prima ancora del dato aggregato.

Quindi sì, la risposta è la seconda. Con una precisazione che vale più della risposta: le difese non sono crollate perché i difensori siano diventati improvvisamente peggiori.

Perché una difesa non si costruisce più

Barzagli, Bonucci e Chiellini hanno giocato insieme per stagioni intere. Non erano tre buoni difensori messi in fila, erano un meccanismo rodato da anni di ripetizione, con un portiere stabile dietro e un gioco che accettava di difendersi.

Oggi quel tempo non esiste. La Serie A ha cambiato nove allenatori su venti in una sola estate, come avevamo contato nella guida alla stagione, e in questo campionato la Fiorentina ha esonerato Fabio Grosso dopo tre giornate. Ogni cambio azzera le distanze, le scalate, il momento in cui si esce sul portatore. Sono automatismi che costano poco e richiedono mesi, cioè esattamente la risorsa che nessuno concede più.

Si aggiunge il modo di giocare. Le linee alte e la marcatura a uomo, importate dal calcio europeo, moltiplicano le occasioni da entrambe le parti: regalano gol e ne concedono. Il Sassuolo che infilò quattro gol alla Juventus in dodici minuti, di cui avevamo scritto a settembre, non era una partita stregata. Era il formato nuovo: appena la gara si apre, non si chiude più.

La verità scomoda è che il calcio italiano ha smesso di saper fare la cosa per cui era conosciuto nel mondo, e lo ha fatto per imitare chi è più ricco. Il punto non è nostalgico: una Serie A che segna tre gol a partita è più divertente da guardare. È che abbiamo scambiato l’unica competenza che ci distingueva per uno spettacolo che altri producono meglio, come raccontato nel nostro pezzo sul declino tattico.

Il resto degli aggiornamenti di campionato resta nella sezione Serie A.

Domande frequenti

Qual è la media gol della Serie A 2026/27?
Circa 3,16 gol a partita, con 284 reti complessive. Nelle prime otto giornate la media era 3,01, contro 2,28 nello stesso punto della stagione precedente.

Qual è la miglior difesa della Serie A in questo momento?
Lazio e Como, entrambe con 8 gol subiti in dieci partite. Seguono Roma e Juventus a 10.

Qual è la peggior difesa?
Il Monza, con 24 gol subiti in dieci giornate. Dietro, Venezia 20, Torino 16 e Frosinone 14.

Quanti gol subiva la Juventus negli anni degli scudetti?
Fra 20 e 27 a stagione: 23 nel 2013/14, 24 nel 2014/15, 20 nel 2015/16, 27 nel 2016/17, 24 nel 2017/18. I venti del 2015/16 sono il record della Serie A a venti squadre.

Allora sono gli attaccanti a essere migliorati o le difese a essere peggiorate?
Prevalentemente la seconda. Il ritmo del capocannoniere dice che qualcosa davanti funziona, ma un aumento di tre quarti di gol a partita su tutto il campionato richiede una causa di sistema, e i gol sparsi fra Monza, Frosinone e Roma indicano difese che cedono più che attacchi che inventano.